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Dolore Pelvico Cronico

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Il dolore Pelvi-Perineale

Il Dott. Carmelo Geremia si occupa di questo disturbo molto diffuso ma poco conosciuto
La presenza di dolore pelvico (o pelvi-perineale) che perdura da almeno sei mesi, viene definito “dolore pelvico cronico”; può essere costante, o intermittente o ciclico oppure crampiforme, sordo o acutizzarsi in rapporto a situazioni fisiologiche come il ciclo mestruale, gli sforzi fisici, il coito. Tale disturbo, può risultare altamente invalidante per chi ne soffre.

Non è sempre possibile, nè facile individuare le cause di dolore pelvico cronico. Vi sono quadri sostenuti da documentate patologie ginecologiche (endometriosi pelvica, sindrome dolorosa da ipermotilità dell’ utero, malattie infiammatorie pelviche, ecc.), quadri di patologia somatica organica o funzionale non ginecologica (osteoarticolari, radicoliti, nevriti, sindrome dell’ intestino irritabile, ecc.), cistite, uretrite. vesciculite, prostatite (batterica acuta, batterica cronica, prostatite asintomatica e prostatite abatterica che è meglio definita con sindrome del dolore pelvico cronico (CPPS) o mioneuropatia pelvica, inoltre esistono le alterazioni non somatiche di origine psicogena.

Una breve trattazione a parte và dedicata appunto alla prostatìte abatterica o CPPS che rappresenta il 90% – 95% di tutte le diagnosi di prostatite. I sintomi solitamente presentano un carattere ciclico con dei periodi di miglioramento seguiti ad altri in cui si avverte una recrudescenza degli stessi. Il dolore può irradiarsi dai glutei o dal retto, rendendo difficoltoso restare seduti. Disuria, dolore muscolare, fatica cronica, dolore addominale, bruciore costante all’interno del pene, frequenza ed urgenza urinaria possono essere presenti; l’eiaculazione può essere fastidiosa o dolorosa a causa della contrazione della prostata durante l’emissione del liquido seminale. Alcuni pazienti riportano un calo della libido, disfunzioni sessuali ed erettili.

Tra le diverse teorie riguardanti le cause quelle più accreditate sono l’ infiammazione neurogena e la sindrome miofasciale (complessivamente teoria neuromuscolare).

Come si cura?

La terapia è quella della malattia di base, quando è oggettivabile. In particolare per la sindrome del dolore pelvico cronico o prostatite abatterica la terapia si basa su un trattamento fisico (chinesiterapia) e psicologico mediante un trattamento chiamato protocollo di Stanford: si trattano cioè dei trigger point (sono dei punti particolarmente dolorosi) all’interno del pavimento pelvico e sulla parete addominale e si insegnano esercizi di stretching che aiutano ad ottenere un maggiore rilassamento di queste strutture muscolari e fasciali. A questi trattamenti, se necessario, si può associare una terapia farmacologica.

Il nostro Centro vanta una vasta esperienza nella terapia riabilitativa (chinesiterapia pelvi-perineale, elettrostimolazioni funzionali, biofeedback) nei casi in cui è indicata.

Dott. Carmelo Geremia

Proctologo - Pelviperineologo - Gastroenterologo
Specialista nelle malattie del pavimento pelvico

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